Brevi cenni storici
Non abbiamo una data certa per la «fondazione» di Montegranaro. Esiste la leggenda legata a Veregra, antica città o “ager” romano, ma di leggenda si tratta, che non ha alcun riscontro storico. L’ager veregranus viene citato da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, ma viene posto in un’area geografica talmente ampia da risultare difficile collocarla proprio nel territorio dove poi sorse il castello di Montegranaro.
E di castello si tratta, quindi di accastellamento. È lecito pensare che il paese sia sorto intorno alla Pieve, ossia alla scomparsa chiesa del SS.Salvatore (6), intorno all’anno 1000. Seppure nell’829 esistevano già tre chiese nel territorio montegranarese, il castello è presumibilmente nato in epoca successiva, a seguito dell’accastellamento delle genti sparse nelle campagne circostanti il colle principale, genti probabilmente dedite alla coltivazione dei cereali, donde il toponimo “granaro”.
La Pieve del SS. Salvatore è probabilmente il fulcro attorno al quale si sono riunite le genti che formeranno la comunità di Montegranaro, costruendo un castello ubicabile all’interno del perimetro dell’attuale piazza, partendo da Porta Spina e finendo a Porta Romana.
È la Pieve, quindi, il fulcro del paese. Attualmente ne rimangono pochi resti, collocabili nell’attuale teatrino della Pievania. In una stanza posta dietro il muro del palco è stata trovata, nel 2013, quella che ne potrebbe essere stata la sacrestia: un vano affrescato e munito di una finestra monofora decorata e policroma, di fattura romanica. Il vano è accessibile solo da uno stretto cunicolo fino ad allora nascosto da materiale residuale.
Della Pieve del SS. Salvatore rimane il magnifico portale murato visibile in corso Matteotti. Il portale, decorato con formelle di travertino e in arenaria, è romanico-gotico, quindi databile intorno al XIII secolo.
Nelle pagine successive sarete guidati alla scoperta dei luoghi più importanti di Montegranaro, partendo da fuori le mura e terminando il vostro giro nel luogo più prezioso: Sant’Ugo.